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| Mutui - Domande Frequenti |
| A che cosa serve l'ipoteca? |
L'ipoteca serve a garantire la banca nel caso in cui il debitore sia insolvente. Viene concessa dal titolare della proprietà del bene dato in garanzia, che in molti casi è anche intestatario del mutuo garantito dall'ipoteca stessa, e viene iscritta presso la Conservatoria dei registri immobiliari. Dal decreto Bersani in poi (02/2007) l'ipoteca decade automaticamente se nei 30 giorni successivi all'estinzione del debito il creditore non comunica alla Conservatoria una ragione giuridicamente valida per il mantenimento in essere della stessa. In caso di insolvenza del debitore l'ipoteca consente alla banca creditrice di mettere all'asta il bene ipotecato in funzione del recupero del credito maturato nel frattempo.
Normalmente l'ipoteca viene iscritta per una somma doppia di quella erogata in quanto deve poter garantire il capitale erogato, gli interessi di mora, le spese giudiziali per il recupero e tutti i costi sostenuti dalla banca creditrice in funzione dell'insolvenza del debitore.
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| Cosa è la fideiussione? |
La fideiussione è una forma di garanzia accessoria, oltre l'ipoteca, generalmente concessa da un soggetto terzo (quindi non dal mutuatario) quando le caratteristiche reddituali dei mutuatari non sono sufficienti.
Il fideiussore risponde con i propri beni fino al totale rientro della somma garantita dall'ipoteca e nel caso di opposizione del debitore principale può opporre a sua volta le stesse eccezioni nei confronti della banca, in quanto la natura accessoria della fideiussione consente che essa non sia valida nel caso in cui sia dichiarato non valido il contratto di mutuo.
Per ovviare a questo fatto la maggioranza dei testi delle fideiussioni chiedono al fideiussore di assumersi l'obbligo di pagare anche in caso di opposizione del debitore principale, rinunciando così, di fatto all'opponibilità nei confronti della banca.
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| Che cosa è necessario per ottenere un mutuo? |
Le Banche concedono mutui a condizione che i parametri reddituali del Cliente siano soddisfacenti almeno nella misura in cui la rata del mutuo non superi una percentuale che a seconda delle Banche può variare dal 33% fino al 50% del reddito netto e l'anzianità di lavoro sia di almeno un anno per lavoratori dipendenti e almeno 24 mesi per lavoratori autonomi.
È anche vero che negli ultimi anni si sono affacciate sul mercato Banche specialistiche in grado di accettare, per pratiche particolari, rapporti rata/reddito fino a oltre il 50% del reddito netto con anzianità di lavoro accettate più basse di quelle di cui sopra, ma si tratta di eccezioni.
Altri requisiti di valutazione sono l'età anagrafica, la cittadinanza e da quanto tempo la si possiede, il periodo di permanenza continuativa in Italia, il regime patrimoniale e la composizione del nucleo familiare.
Un altro elemento di valutazione riguarda l'immobile offerto in garanzia il cui valore deve essere proporzionale alla somma richiesta. Almeno in via ufficiale il mutuo richiesto non può mai superare il valore dell'immobile dato in ipoteca.
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